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La Canzone di Maggio
Indymedia Roma , 23-11-2009 - 01:14

una versione inedita de La Canzone di Maggio


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elezioni a primavera?
Indymedia Lombardia , 23-11-2009 - 00:03

Elezioni a primavera?

Se qualcuno si prendesse la briga di sfogliare gli articoli precedenti di questo blog scoprirebbe che tutto quello che sta succedendo era già ampiamente prevedibile e (quasi) previsto.
Il 2 luglio, scrivevamo che il momento critico per il Cavaliere sarebbe stato il G8, superato il quale sarebbe scattata la sua controffensiva:
“ rimpasto di governo (con punizione di quanti non lo hanno difeso, a cominciare dalle ministre), purga interna contro i finiani, poi attacco alle opposizioni, magari condito da qualche scandalo, forte pressing sull’Udc per assorbirlo nella maggioranza, “ritocco” agli organigrammi dei servizi (qualcuno forse pagherà…), pressing sulla Corte per far passare il lodo Alfano…”

Salvo il rimpasto di governo ed il ritocco agli organigrammi dei servizi, il resto è andato esattamente così (assalto a Fini, pressing sulla corte, scandali sessuali…). Poi il 6 agosto commentammo il ritorno di Feltri al “Giornale” segnalando come questo fosse il primo sintomo della controffensiva che sarebbe partita dagli scandali contro esponenti della sinistra e giornali ostili al Cav.
Il 13 settembre scrivemmo che Berlusconi stava pensando ad elezioni anticipate ed elencammo anche i motivi per cui esse gli sarebbero apparse desiderabili e dicemmo anche che una sentenza costituzionale sfavorevole sul Lodo Alfano avrebbe favorito tutto questo. E, infatti, di elezioni si parla.
Diciamo questo non per rivendicare alcuna preveggenza (per carità…) ma per dire quanto si trattasse di cose prevedibili anche da una persona che segue la politica leggendo i quotidiani e senza alcuna fonte privilegiata a disposizione. Tutto facilmente prevedibile. Perchè questa è una partita a scacchi a mosse obbligate.

Ora la questione sta in questi temini: Berlusconi ha interesse ad andare ad elezioni a marzo perchè:
a- sino ad allora godrà di un’area di consensi abbastanza ampia; dopo, gli effetti sociali della crisi inizieranno a mordere ed il suo consenso potrebbe entrare in sofferenza. Inoltre la sua maggioranza appare già in affanno interno e, presumibilmente, sarà esposta ad un crescente logorio
b- i progetti alternativi (grande centro, nuovo centro sinistra, operazione finiana ecc.) sono ancora in gestazione e giungerebbero impreparati all’appuntamento
c- le elezioni regionali non sono un test favorevole ad un partito come il suo, con debole radicamento territoriale, ed un eventuale risultato mediocre (come è accaduto con le europee) avrebbe l’effetto di accelerare il suo logoramento
d- più passa il tempo e più diventano probabili le condanne per i processi in corso.
Per le stesse ragioni, i suoi avversari (Pd, Fini, Casini) hanno interesse a far slittare le elezioni politiche dopo quelle regionali e, magari, al 2011.
Per evitare le elezioni l’unica possibilità sarebbe quella di un governo alternativo -con una maggioranza diversa- presentato come governo istituzionale (a presidenza Fini e con ministri “politici”) o tecnico (ad es. Presidenza Draghi e con ministri “tecnici” non parlamentari). Ma questa soluzione non è facilissima, soprattutto con lo spettro delle elezioni regionali che offrirebbe al Cavaliere il destro per una campagna forsennata contro “l’espropriazione della volontà dei cittadini, il colpo di stato ecc.”. E se poi alle regionali la coalizione Pdl-Lega (anche senza Fini) ottenesse oltre il 45%, sarebbe la fine del governo tecnico o istituzionale ed elezioni politiche immediate con condizioni ancora più favorevoli a Berlusconi.

Morale: Fini, Casini, il Pd hanno interesse a mantenere questa situazione sino alle regionali, per poi fare il governo di transizione ed andare alle politiche fra l’autunno del 2010 e la primavera 2011. Ma se Berlusconi dovesse accelerare la crisi, non c’è dubbio che il tentativo di fare il governo di transizione verrebbe fatto. Insomma, il gioco del cerino.
Vediamo chi si brucia.

www.aldogiannuli.it


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Carceri proteste dei detenuti a Pescara, Lucca e Genova.
Indymedia Piemonte , 22-11-2009 - 23:19

22/11/2009 (19:24) Carceri sovraffollate, proteste dei detenuti.

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Morti coatte
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 22:23

I magistrati potrebbero aver già acquisito i video che riprendono i trattamenti ai quali è stato sottoposto Francesco Mastrogiovanni, morto a 58 anni, legato al letto del reparto psichiatrico dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania il 4 agosto scorso

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Toscana: Le intimidazioni e le minacce non fermano la mobilitazione antifascista
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 22:23

Ancora una volta la compagna Katiuscia e il Comitato familiari e amici di Alessandro Della Malva, membro del Partito dei CARC e detenuto a Pistoia perché antifascista e comunista, sono stati oggetto di un tentativo di minaccia.



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La grande Patrizia e il piccolo Silvio
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 22:23

E' in uscita (martedì prossimo) il libro di Patrizia D?Addario: ?Gradisca Presidente? (Aliberti editore).

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Carceri sovraffollate, detenuti protestano in tutta Italia
Indymedia Lombardia , 22-11-2009 - 22:21

ROMA - Genova, Pescara e Lucca: scoppia qui la protesta, quasi simultanea, dei detenuti contro le cattive condizioni delle carceri. A San Donato, il penitenziario di Pescara, nel pomeriggio i detenuti hanno protestato contro il sovraffollamento della struttura battendo con oggetti, probabilmente pentole e scope, contro le inferriate che proteggevano le finestre delle celle. Le loro grida, soprattutto la parola "sovraffollamento", si sono sentite fino a via Alento, una delle strade che costeggiano il penitenziario. Alcuni hanno bruciato stracci, da una finestra si è vista una fiamma che è stata spenta quasi subito.

Ieri sera, fino alle 22,30 circa, una protesta molto simile c'era stata anche tra i carcerati della Casa circondariale di Lucca. "Per circa un'ora - ha raccontato il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece - hanno battuto suppellettili contro inferriate e porte, per richiamare l'attenzione dell'amministrazione penitenziaria sul problema del sovraffollamento". E un'analoga protesta è nata anche nel carcere di Marassi, a Genova, dove durante la notte è stato sventato un tentativo di suicidio. Un detenuto del circuito di Alta sicurezza è stato trovato svenuto a terra, con una busta di plastica che gli avvolgeva la testa e una bomboletta di gas per fornellini accanto. Secondo quanto scrive il segretario regionale Uil Penitenziari Liguria, Fabio Pagani, una volta ripresi i sensi ha motivato il gesto come un atto di protesta contro "le critiche condizioni detentive". A Genova le proteste erano cominciate già venerdì sera.

"Quelli di Genova Marassi e Lucca - ha detto Donato Capece (Sappe) in una nota - sono penitenziari con molte criticità. Lucca, con una capienza regolamentare di 82 posti, ospita più di 200 detenuti e Marassi, con 430 posti letto, ne ha 780. A Lucca poi mancano 40 agenti rispetto all'organico previsto e a Marassi ben 165. E' ovvio che in questo contesto di sovraffollamento, qualsiasi cosa può generare problemi, soprattutto di sicurezza a chi lavora come i poliziotti penitenziari".

Donato Capece ha quindi chiesto ufficialmente un incontro al ministro della Giustizia Angelino Alfano. "L'auspicio - scrive Capece - è che il ministro incontri a breve il Sappe e le altre organizzazioni sindacali per alcune proposte da inserire nell'annunciato Piano Carceri, il cui esame è dato per imminente al Consiglio dei Ministri. La situazione - continua la nota di Capece - è sempre più incandescente, con quasi 66mila detenuti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e gli agenti costretti a turni pesanti in termini di stress e sicurezza. Per questo diciamo al ministro: incontriamoci per trovare soluzioni condivise".

Tra le proposte del sindacato c'è l'assunzione urgente di 5mila unità di polizia penitenziaria, "la realizzazione di carceri 'leggere'", anche in quelle strutture destinate ai Centri di identificazione ed espulsione che non sono ancora operative, "la possibilità di recupero di spazi" e l'ipotesi "di riutilizzare le strutture per la custodia attenuata". Da rivalutare anche "le misure alternative, come l'utilizzo del braccialetto elettronico", e "un ragionamento sulla depenalizzazione di alcuni reati minori".

(22 novembre 2009) repubblica


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[Parma] Grande partecipazione al corteo antifascista in quartiere Montanara.
Indymedia Lombardia , 22-11-2009 - 22:21

Grande partecipazione al corteo antifascista in quartiere Montanara. La manifestazione, aperta dal Comitato Antifascista e dagli abitanti del quartiere, ha visto una partecipazione di circa 1000 persone, associazioni partigiane, studenti, lavoratori e compagni. Tanti gli interventi e i cori soprattutto nelle vicinanze della sede fascista. Gli abitanti del quartiere hanno risposto con partecipazione al passaggio del corteo, dalle strade e dalle case. Una bella iniziativa popolare, mentre i fascisti "festeggiavano" un buon non compleanno tra camionette e luci blu.
Questo è solo un inizio.
Fuori i fascisti dalle nostre strade 10 100 1000 barricate

http://www.parmantifascista.org/index.php?option=com_content&task=view&i...


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Un pensiero per Carlo
Indymedia Liguria , 22-11-2009 - 22:20

Sono passati ormai tanti lunghi anni, e tu rimani sempre nella memoria, non solo di chi ha avuto la fortuna di conoscerti, ma anche di moltissimi altri che quella fortuna non la hanno mai avuta.
Tu, un ragazzo come tanti altri, con i tuoi tempi, con i tuoi modi, alla ricerca di passioni possibili, ma senza nessuna fretta, come son usi fare, nel nuovo secolo, i tuoi coetanei.
Giovani con i piedi ben piantati per terra, poco inclini a scorciatoie di altri tempi, e proprio per questo ben più solidi nelle proprie motivazioni.

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Parma - E il corteo contro Casapound divenne festa di popolo
Indymedia Roma , 22-11-2009 - 22:20

http://www.parmantifascista.org/images/stories/corteoM...

E’ andata. Il sabato caldo del Montanara è diventato cori, bandiere al vento, letture partigiane. “Buon compleanno fascisti, buon compleanno” urlavano con spirito beffardo i più temuti, i giovani dei centri sociali. Per il resto nessuna tensione. Il corteo antifascista ha percorso le strade del quartiere, i militanti di Casapound hanno festeggiato il primo anno di presenza a Parma. Solo brutti ricordi i timori della vigilia : “Un ringraziamento a tutti per il senso di responsabilità” dirà alla fine della manifestazione Mirko, uno degli organizzatori. Applausi, note di festa dal sound system.

Due ore e mezzo dura il corteo, promosso dal Comitato antifascita per chiedere la chiusura di Casapound. Un migliaio, secondo gli organizzatori, i manifestanti. Giovani della base, sindacati, partigiani, ex deportati. Del Pd di Parma c’è, tra gli altri, il segretario comunale Luca Benecchi. Dei Comunisti italiani sta in prima fila Ettore Manno, segretario provinciale. Ci sono tutti all’appuntamento delle 14.30, in largo otto marzo. Presenti anche la senatrice Pd Albertina Soliani e l’onorevole Carmen Motta, che al microfono diranno poi: “Promettiamo di portare in Parlamento un’interrogazione parlamentare sulla legittimità di Casapound, che a nostro avviso viola la Costituzione italiana e il divieto di ricostituzione del partito fascista”. Per due ore il corteo attraversa il quartiere Montanara.

Mai il serpentone si avvicina a via Mascherpa, dove i neofascisti di Casapound hanno sede. A fare da scudo un cordone doppio di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Oltre 20 i mezzi blindati disposti in diagonale, come barriera, lungo le strade limitrofe a via Mascherpa. Inaccessibile a chiunque già in mattinata la ‘zona rossa’, dentro la quale stanno ingabbiati i militanti di Caspound. Tra questi, come annunciato, anche il leader nazionale Gianluca Iannone che – insieme al coordinatore locale Pier Paolo Mora - proibisce in un primo momento a Repubblica Parma di scattare foto ai camerati: “Non siete un giornale obiettivo” la motivazione. Assai rarefatta l’atmosfera sotto il gazebo dei poundini, montato sul maricpiedi: solo da lontano si sentono i cori e la musica del corteo. “Quanti sono quelli di là – s’informa uno - 500? Ah bene, allora vuol dire che sono 150″. Risate.

Sono tanti davvero, invece, “quelli di là”. Le forze dell’ordine preferiscono, all’ultimo, modificare il percorso originario perché alcune strade sono troppo strette per contenerli. “Via i fascisti dal quartiere” lo slogan più frequente tra i manifestanti. E poi: “Fascisti non avrete domani, sono già arrivati i nuovi partigiani”. Più aggressivi i cori dei centri sociali, arrivati anche da Brescia: “Iannone torna nelle fogne” e insulti che alcuni organizzatori definiscono “discutibili”. I canti diventano rabbia, poi, quando il corteo sfiora la ‘zona rossa’ in via Manzoni all’incorocio con via Navetta. Il servizio d’ordine interno, inflessibile, più d’una volta ricorre a maniere toste per tenere a bada i più esagitati. L’ordine è tassativo: evitare colpi di testa, star lontani dalle provocazioni. “Quelli di Caspound sono bravissimi a fare le vittime e non aspettano altro che una mossa falsa”. E’ in via Navetta - comunque - che si vivono gli unici momenti di tensione con i giovani della base che si attardano negli slogan contro i poundini – lì a due laterali di distanza – e i poliziotti. Roba da poco però. La testa del corteo è già oltre e si avvia alla conclusione.

Frattanto, al microfono del sound system, si sono avvicendati il partigiano ‘Cric’ Sergio Lori e altri esponenti dell’associazionismo antifascita. Declamata, tra la commozione, anche l’ultima lettera scritta dal partigiano Giacomo Ulivi prima d’essere fucilato dalle Brigate nere nel novembre 1944. “Oggi qui al corteo c’è tutta la città antifascista, che ha avuto i suoi morti e i suoi combattenti contro l’ideologia del ventennio” ricordano gli organizzatori tra gli applausi. Calorosa l’accoglienza degli abitanti del Montanara, in gran parte sui balconi e in strada per sventolare un drappo rosso al passaggio del corteo. Un uomo dalla finestra fa il pugno chiuso e parte l’ovazione. “Adesso tutti sanno con chi sta il quartiere” dice un manifestante. “Era proprio necessario blindare un pezzo di città per accontentare Iannone e i fascisti? – domanda un altro – le istituzioni non hanno niente da dire in proposito?”. Ancora pochi metri, poi la memoria e la passione cedono il posto alle note reggae e alla festa, in una giornata che non ha fatto paura proprio a nessuno. (marco severo)

http://montanara-parma.blogautore.repubblica.it/2009/1...

http://www.parmantifascista.org/index.php?option=com_c...


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E il corteo contro Casapound divenne festa di popolo
Indymedia Emilia Romagna , 22-11-2009 - 22:20

E’ andata. Il sabato caldo del Montanara è diventato cori, bandiere al vento, letture partigiane. “Buon compleanno fascisti, buon compleanno” urlavano con spirito beffardo i più temuti, i giovani dei centri sociali. Per il resto nessuna tensione. Il corteo antifascista ha percorso le strade del quartiere, i militanti di Casapound hanno festeggiato il primo anno di presenza a Parma. Solo brutti ricordi i timori della vigilia : “Un ringraziamento a tutti per il senso di responsabilità” dirà alla fine della manifestazione Mirko, uno degli organizzatori. Applausi, note di festa dal sound system.

Due ore e mezzo dura il corteo, promosso dal Comitato antifascita per chiedere la chiusura di Casapound. Un migliaio, secondo gli organizzatori, i manifestanti. Giovani della base, sindacati, partigiani, ex deportati. Del Pd di Parma c’è, tra gli altri, il segretario comunale Luca Benecchi. Dei Comunisti italiani sta in prima fila Ettore Manno, segretario provinciale. Ci sono tutti all’appuntamento delle 14.30, in largo otto marzo. Presenti anche la senatrice Pd Albertina Soliani e l’onorevole Carmen Motta, che al microfono diranno poi: “Promettiamo di portare in Parlamento un’interrogazione parlamentare sulla legittimità di Casapound, che a nostro avviso viola la Costituzione italiana e il divieto di ricostituzione del partito fascista”. Per due ore il corteo attraversa il quartiere Montanara.

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"Basta chiudere gli occhi dinnanzi a chi vuole ricostruire il partito fascista!"
Indymedia Emilia Romagna , 22-11-2009 - 22:20

Il Partito Comunista dei Lavoratori di Parma: "Quella del Montanara è stata una delle più belle manifestazioni antifasciste e pacifiste che Parma abbia mai ospitato".

Migliaia le persone, centinaia gli striscioni e manifesti, tre ore di corteo.
Questi i numeri della protesta promossa dal Comitato antifascista per chiedere la chiusura di Casa Pound. Giovani della base, sindacati, partigiani, ex deportati, diversi partiti e associazioni, tutti uniti in quella che si è dimostrata una delle più belle manifestazioni pacifiste che Parma abbia ospitato.
Le strade del quartiere Montanara, si sono trasformate per un giorno in un tripudio di colori, slogan, urla e applausi. Mentre dall’altra parte della strada il buio e il colore nero la fa da padrone in una sala dove si è tenuto il “compleanno” dei neofascisti.
I militanti di Casa Pound hanno, infatti, festeggiato il primo anno di presenza a Parma. Ci sono tutti all’appuntamento delle 14.30 in Largo Otto Marzo, per protestare contro questa presenza che non è benvoluta dalla maggior parte dei cittadini parmigiani e non solo.

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AGGRESSIONE FASCISTA: GIOVANE SFREGIATO A PIACENZA
Indymedia Emilia Romagna , 22-11-2009 - 22:19

PIACENZA - Dopo una lite davanti a un ritrovo della sinistra, un piacentino di 21 anni, Manuel Foletti, vicino alla destra radicale, è stato arrestato per lesioni aggravate da futili motivi e porto abusivo di un coltello serramanico. E' accusato di aver sfregiato un ventenne, con un taglio dalla fronte al mento, e di aver colpito con un fendente al collo anche un terzo giovane, di 28 anni. Nessuno risulta in pericolo di vita e il ventenne non rischia l'occhio.

L'episodio è accaduto la scorsa notte in via Alessandria, di fronte alla cooperativa Infrangibile, dove Foletti avrebbe intonato una personale rilettura di 'Bandiera rossa', canzone della sinistra storica, accendendo gli animi di più di un frequentatore del ritrovo.

Sono piacentini anche i due giovani poi feriti, che erano appena scesi in strada dopo essere stati in un locale che è al piano sopra la cooperativa. Foletti è stato arrestato poco dopo a casa: aveva indosso ancora una felpa sporca di sangue. E' stato portato in carcere alle Novate. Il coltello è stato ritrovato in un cassonetto. Sul posto, insieme agli agenti delle Volanti, anche un dirigente della Digos.

Per Rifondazione comunista l'accaduto è gravissimo. Il segretario regionale Mainardi e quello piacentino Montanari chiamano alla mobilitazione "antifascista e democratica", rilevando che da tempo i ragazzi della sinistra alternativa "sono esposti ad aggressioni". In questi ultimi anni - affermano - è avvenuto "il passaggio dal vandalismo alla violenza fisica" da parte della destra radicale locale.


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Rifiuti in Campania, un patto scellerato
indymedia Napoli , 22-11-2009 - 21:28

La richiesta di arresto dell'on. Cosentino mette al centro del dibattito il tema del rapporto tra camorra, politica e impresa e riporta l'attenzione sull'emergenza rifiuti in Campania. Dalla lettura delle pagine dell'ordinanza del Gip emerge un clima inquietante e consociativo nel corso degli oltre 15 anni di gestione commissariale.

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Piacenza: neofascista sfregia al volto coetaneo di 21 anni e ne ferisce un altro al collo
Indymedia Emilia Romagna , 22-11-2009 - 21:21

Sfregia al volto coetaneo di 21 anni e ferisce un altro giovane al collo. Arrestato

Una banale lite legata a motivi politici è sfociata in un'aggressione davanti alla Coop Infrangibile a Piacenza. Un giovane di 21 anni, Manuel Foletti, noto per la sua vicinanza alla destra radicale, è stato arrestato per lesioni aggravate da futili motivi e porto abusivo di arma, un coltello serramanico con il quale avrebbe fregiato il volto di un coetaneo, e colpito un altro al collo. Il ragazzo stato ferito dalla fronte al mento, ma non risultano lesioni all'occhio sinistro.

Come ha spiegato in sede di conferenza stampa il dirigente della Digos, Masimo Bax, la lite è nata da motivi politici. Foletti si trovava a cena in un ristorante vicino alla cooperativa Infrangibile, noto ritrovo di giovani di sinistra. A quanto pare a scatenare il diverbio sarebbe stata una personale rilettura del famoso inno "Bandiera rossa" fatta da Foletti. A questo punto, sempre secondo la ricostruzione fornita dalla Digos, alcuni giovani della Cooperativa si sarebbero lamentati, facendo degenerare la situazione.

Sul posto è arrivata una volante della polizia: in un cassonetto è stato ritrovato il coltello a serramanico, e dopo poche ore è scattato l'arresto di Foletti, che si trovava a casa sua, con indosso ancora una felpa sporca di sangue.

http://www.piacenzasera.it/portfolio/personalizzazioni/HomePage.asp?id_p...


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La lotta di classe della borghesia imprenditora: obiettivo Acqua!!!
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 21:15

Approvato il provvedimento sulla privatizzazione dell'acqua, è iniziata una campagna per manipolare il dissenso e farlo diventare consenso.

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Italia, detenuti lasciati a se stessi
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 21:15

In aumento suicidi e casi di malasanità. Circa un terzo dei detenuti che ogni anno muoiono nelle carceri italiane si toglie la vita.

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Amnesty: appello contro le deportazioni dei Rom in Italia
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 20:13

firma l'appello on line!

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Corrado Gabriele sfida Cosentino: Condanni a Casal Di Principe da un palco la camorra come fece Saviano nel 2006
Indymedia Napoli , 22-11-2009 - 20:10

L’assessore regionale all’Istruzione della Campania, rispondendo alle affermazioni del sottosegretario Cosentino, che oggi su alcuni quotidiani accusa la Regione Campania di continuità con i clan, afferma: “Da buon berlusconiano Cosentino mistifica e confonde le acque. Io propongo invece un’operazione verità. Nel 2006 e nel 2007 organizzammo come Regione Campania una manifestazione a Casal di Prinicpe in cui intervenne Roberto Saviano. Nel 2006 Roberto pronunciò di fronte ai boss delle parole dure, che poi gli costarono la scorta.

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Allarme Fiat. I sindacati si mobilitano
Indymedia Piemonte , 22-11-2009 - 20:09

Preoccupazione e mobilitazioni tra gli operai Fiat ed i sindacati.

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Ser Ciapelletto e "Renatino" De Pedis
Indymedia Toscana , 22-11-2009 - 19:05

La scomparsa di Emanuela Orlandi, la banda della Magliana, lo I.O.R., il Banco Ambrosiano, Solidarnosc

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Milano: occupato il liceo Volta
Indymedia Lombardia , 22-11-2009 - 19:03

22 Novembre 2009 19:13

MILANO - Occupato dagli studenti il liceo scientifico Volta di Milano. L'occupazione dell'istituto e' iniziata ufficialmente ieri mattina, con la votazione a maggioranza dei ragazzi. I motivi della protesta sono i tagli alla scuola previsti dalla riforma Gelmini. Nel capoluogo lombardo si tratta della prima occupazione dell'anno. (RCD)


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PIù DI 1000 PERSONE AL CORTEO ANTIFASCISTA IN QUARTIERE MONTANARA
Indymedia Emilia Romagna , 22-11-2009 - 19:02

A parte le bandiere di Rifondazione che di solito sono una ogni suo aderente, e la presenza di qualche politico a cui la stampa ha dato fin troppo risalto(visto che del corteo erano semplicemente degli ospiti venuti a fare la passerella), la partecipazione è stata massiccia e soprattutto, il quartiere ha fatto sentire la sua anima antifascista o anche la sua semplice insofferenza verso i fascisti di casa pound. Questo quartiere è davvero popolare, non è un quartiere dormitorio, ma un quartiere in cui c'è un vivo scambio di opinioni tra gli abitanti e soprattutto una buona vita sociale, lontana dalle movide del centro e dalla "riqualificazione" della vita cittadina voluta dalla giunta.
A questo si è aggiunto il lavoro del Comitato Antifascista Montanara che ha costruito questa prima tappa per la chiusura della sede fascista.
La manifestazione, aperta dal Comitato Antifascista e dagli abitanti del quartiere, ha visto una partecipazione di più di 1000 persone, associazioni partigiane, studenti, lavoratori e compagni. Tanti gli interventi e i cori soprattutto nelle vicinanze della sede fascista. Gli abitanti del quartiere hanno risposto con partecipazione al passaggio del corteo, dalle strade e dalle case. Una bella iniziativa popolare, mentre i fascisti "festeggiavano" un buon non compleanno tra camionette e luci blu.
Ma questo è solo un inizio.
Fuori i fascisti dalle nostre strade
10 100 1000 barricate!

foto su: www,parmantifascista.org


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san donato
Indymedia Abruzzo , 22-11-2009 - 19:01

Beau comme une prison qui brûle



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A.R.L.A.S. AGENZIA REGIONALE - PROGETTO B.R.O.S. - EX I.SO.LA.
indymedia Napoli , 22-11-2009 - 18:22

ARLAS (ex ARLAV)- Agenzia Regionale Lavoro e Scuola.


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Dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti
Indymedia Roma , 22-11-2009 - 18:22

dialogo fra Pietro e Matteo che non sono...evangelisti
Pietro

La rivoluzione, il suo momento insurrezionale, non dipenderà dagli spiriti e dalle coscienze. Se credessi a questo, io non sarei comunista. Saranno le pance e le gambe a farla.
Per questo non sono un libero pensatore
Tutti, comunisti ed anarchici danno troppa importanza al SOGGETTO RIVOLUZIONARIO e pancia e gambe globali contano più di me soggetto o solo o atruppato coi compagni!
Questa, della preminenza del soggetto, è una posizione idealista e idealizzante, autoreferrenziale.
Come comunista non mi ritrovo nel ruolo del misisonario che deve salvare le anime per un al di là da conquistare.
Chi sente avversione verso questa società e questo è il primo e indispensabile passo, sentimentale, di pancia, non per convinzione filosofica, per essere comunista, rivoluzionario non ha bisogno che tutti gli altri attorno a lui la amino
Gli fa schifo questa società e tanto a lui gli basta, questo basta per adeguare le sue azioni ai suoi sentimenti..
La teoria gli darà solo gli strumenti razionali per rendersi meglio conto del perché la schifa, e per affinare il suo comportamento ostile
Capirà allora che non deve preparare la rivoluzione, MA PREPARARSI AD ESSA,
sapendo che la preparazione, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, con la coscienza di questo dato reale, storico, materiale ha senso qualsiasi azione in un preciso momento temporale dato, senza questa coscienza rimane mero attivismo.

Io soggetto, noi soggetti rivoluzionari, siamo le cellule di un processo che, avendo tempi storici, riguarda intere generazioni di vite, e questo è BELLISSIMO, è questo che annulla la nostra solitudine, pensare questo vuol dire che poi in effetti la solitudine in questo processo non è reale.
La tua vita, la mia vita, le nostre vite sono dentro questa serie ininterotta, se pensi questo comprendi che poi la solitudine non è reale.
l'insurrezione è un fatto che dipende da tutta la storia del mondo che va in quella direzione, quando verrà anche se già fossi cibo per vermi, avendola prevista ed essendoci per generazioni preparati, sapremo meglio come comportarci perché l'insurrezione sfoci nella possibilità che vinca e spazzi la vecchia società liberando la nuova.
Le rivoluzioni sconfitte non sono che tappe in questo percorso, e questo dato biologico e storico insieme è la debolezza del nemico, lui pare forte e vincente, pare.Non esiste un comunismo novecentesco. Non per me. Obsbawm, col suo secolo breve, è un coglione, tanto più coglione quanto più intelligente. Esistono rivoluzioni sconfitte: 1848, 1871, 1917, per indicare le date più importanti. Da quelle s'impara, fa parte della preparazione, per affrontare più agguerriti la prossima. Ci riempiano pure le teste di merda coi loro mezzi di comunicazione di massa, come stanno molto efficacemente facendo, saranno le pance a fregarli. È per questo che i situazionisti, che pure hanno alcune indubbie capacità di leggere profondamente questi tempi, non mi convincono. Mettendo troppo in primo piano lo spettacolo e i suoi mezzi tecnici per diffonderlo, pensano in fin dei conti a una rivoluzione che passi per le teste, da liberare dalla merda che la comunicazione mette loro. E ce n'è tanta che parecchi giustamente disperano di poterla più levare. Passerà per le pance, nonostante la tanta merda che c'avranno accumulato in testa. Chi crede nei valori dello spirito e dell'idea, avrà una bella sorpresa

Matteo

Caro Pietro, se il mio mettere la presa di coscienza come punto basilare è idealismo, la tua posizione, permettimi la battuta, e' una "teologia". E poi la conoscenza fuori delle accademie non è coscienza della vita e del suo processo storico e sociale nelle sue forme effettive?.
Se faccio riferimento ad un "soggetto" (collettivo) di trasformazione e'proprio perche' non credo "nell'evoluzionismo", nel determinismo e che inevitabilmente, cabalisticamente la storia vada in una direzione unilaterale e prestabilita, sono gli uomini e i rapporti di classe, il loro agire; quale classe vincerà lo scontro che porterà ad una certa evoluzione.
I tuo pare quasi in comunismo fatalista, attendista persino.
Rispetto questo senso "religioso" dell'esistenza ma non riesco a ragionare come se la vita e la storia abbiano uno scopo e un senso in se' predeterminato e contraddittoriamente neanche che esse siano una caotica catena di eventi impazziti. Soltanto nella dimensione , privata, "cellula" di un processo
storico materiale che si scandisce di generazione in generazione francamente non mi sento a mio agio. Dovrei ridurre la mia esistenza solo alla comprensione di una necessità storica e dovrei ridurre . d'altro canto, il suo sviluppo ad una ragione biologica e vitale di sopravvivenza (pancia e gambe).
Faccio riferimento ad una "soggettività"anche perché pur credendo nel crollo inevitabile del capitalismo, non e' detto che finirebbe, questo crollo, col produrre gli effetti politici-sociali che desideriamo.

Quale è' il punto in discussione? e' che le condizioni sociali dell'esistenza di tutti sono estraniate, alienate e tutte preordinate dal Sistema Capitale contro la vita individuale e personale.
Nel sistema delle merci tutto è ridotto a merce, la coscienza per prima , perché sia essa stessa una merce che si pieghi al dominio delle merce, è plasmata per le merci è mercificata, mercificati sono tutti i rapporti umani. Compito di un comunista non è quello di tenere tale cognizione per se, ma di renderla comune il più possibile, non credi?

Il "soggetto", la "soggettività" che io intendo e' la coalizione degli sfruttati che non cade dal cielo, che non ha il suo corso fatalistico quasi, ma che è lo strumento per uscire dalla condizione di merce umana:
Senza questa "unione" non arbitraria gli individui restano dei singoli separati, nemici nella concorrenza per la sopravvivenza. Questa"espressione collettiva" oggi non c'e' e non penso che prenderà forma oggettivamente, da se', senza la condivisione e la lotta. Ora è vero che l'attivismo fine a sé stesso, al particolare, non porta ad una presa di coscienza totale, ma a me pare, che nemmeno il quasi aspettare fatalmente che la storia trovi il suo sbocco; dato per naturale, porti a questa presa di coscienza.
De resto le esperienze delle rivoluzioni fallite che tu mi hai portato intanto sono avvenute perché i soggetti collettivamente si sono uniti per realizzarle, non certo perché si sono uniti sono fallite..

http://controappunto.splinder.com/


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Lite per motivi politici, sfregiato - Giovane accoltellato al culmine di una discussione a Piacenza
indymedia Napoli , 22-11-2009 - 18:19

22 novembre, 18:26

PIACENZA - Dopo una lite davanti a un ritrovo della sinistra, un piacentino di 21 anni, Manuel Foletti, vicino alla destra radicale, è stato arrestato per lesioni aggravate da futili motivi e porto abusivo di un coltello serramanico. E' accusato di aver sfregiato un ventenne, con un taglio dalla fronte al mento, e di aver colpito con un fendente al collo anche un terzo giovane, di 28 anni. Nessuno risulta in pericolo di vita e il ventenne non rischia l'occhio.

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[Torino] I centri sociali vanno sgomberati.Loro minacciano: Torino brucerà
Indymedia Lombardia , 22-11-2009 - 18:18

articolo infamante sull'ondata di sgomberi a Torino
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TORINO 17/11/2009 - Un timido passo avanti verso gli sgomberi di centri sociali e case occupate, in attesa di tempi migliori per passare dalle parole ai fatti e di un progetto condivi­so «per la restituzione alla città degli stabili illegalmente occu­pati ». Il vertice convocato ieri mattina in prefettura, alla presenza an­che dei capigruppo del consi­glio comunale, ha scelto ancora una volta la linea della pruden­za, indirizzata alla stesura di un documento unitario sugli sgom­beri e sul successivo riutilizzo degli immobili. «Mi pare confer­mata appieno la linea del comi­tato per l’ordine e la sicurezza ­ha spiegato il sindaco, Sergio Chiamparino, al termine dell’in­contro -, ossia quella di procede­re ad una restituzione alla città degli edifici illegalmente occu­pati, con la gradualità resa ne­cessaria dal contesto in cui ci si muove. Cercheremo di tradurre il tutto in un documento di indi­rizzo. L’obiettivo è chiaro, i tem­pi e le modalità dovranno tenere conto delle forze in campo e del contesto ambientale».
La questione, dunque, passa nelle mani del presidente del Consiglio Comunale, Beppe Ca­stronovo, e del suo vice, Michele Coppola, anche allo scopo di una mediazione tra le parti che, però, tarda ad arrivare. «Cerche­remo di ottenere i voti favorevoli in quindici giorni» ha chiosato Coppola, annunciando già nel pomeriggio di ieri una riunione preliminare allo studio del do­cumento.

Immediate e discordanti le rea­zioni. «Una vittoria della Lega Nord» secondo Mario Carossa, capogruppo del Carroccio, e il consigliere Antonello Angeleri. «Se entro la fine del mese si potrà votare in aula una mozio­ne per lo sgombero definitivo, lo si deve proprio alla nostra ini­ziativa » . « Ribadiamo - hanno aggiunto Cantore e Piovano, Fi­Pdl - l’importanza che il Consi­glio Comunale approvi un docu­mento per impegnare il sindaco e la giunta a mettere in atto tutte le pratiche necessarie per lo sgombero definitivo di tutti i centri sociali». Dura, invece, la replica di Agostino Ghiglia, ca­pogruppo del Pdl. «La nostra linea non cambia, non sono si­curo che a fronte di un eccesso di prudenza queste persone smetteranno con le loro azioni, anzi si sentiranno ancora più forti e impuniti».

Per Ghiglia nessuna linea morbida. «Stiamo parlando, in alcuni casi, di sog­getti con precedenti penali a cui un passaggio nelle patrie galere non farebbe male. Non c’è una terza via rispetto a quella del rigore, dello sgombero, della tol­leranza zero dei fenomeni di il­legalità » . Atteggiamento invo­cato da Monica Cerutti, capo­gruppo di Sinistra e libertà. « L’articolata illustrazione da parte del prefetto della galassia dei centri sociali ha dato conto, suo malgrado, della loro etero­geneità. Lo stesso prefetto ha evocato come reazione il possi­bile compattamento di forze che potrebbero farsi promotrici di disordini. Abbiamo richiesto che si lavori contemporanea­mente a progetti sugli edifici oc­cupati, che li possano restituire alla legalità, anche coinvolgen­do gli occupanti se disponibili a collaborare con le istituzioni, ar­rivando anche a definire delle convenzioni».
In linea con il sindaco, il consi­gliere regionale del Pd, Mariano Rabino. «La posizione di Sergio Chiamparino sulla questione dei centri sociali occupati è pie­namente condivisibile. Bisogna agire con fermezza e, al tempo stesso, con senso di responsabi­lità ».

Deliranti minacce di morte sul web

Il tempo di ritirarsi da piazza Palazzo di Città, con il solito presidio del lunedì mattina sotto le finestre del Comune, e gli anarchici torinesi rispondono sul web alla minaccia di una chiusura di case occupate e centri sociali. Se il volantino distribuito dai manifestanti, dopo il vertice in prefettura, dava per ormai certo e prossimo lo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria, su Indymedia Piemonte fioccano le minacce. Anche quelle di morte.

Il portale web dell’antagonismo, riprende nel tardo pomeriggio la notizia da un sito anarchico torinese. «Hanno deciso» scrivono. «Vogliono sgomberare tutti i posti occupati torinesi. Lo faranno con gradualità. Lo hanno deciso questa mattina in prefettura dove le istituzioni si son riunite in quello che chiama Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza» continua il comunicato, chiudendo con una minaccia tutt’altro che velata. «Ma le tensioni in città ci saranno! State agitati! Voi ed il Vostro Comitato per la sicurezza!».

Poi le reazioni, i commenti. Se “Veggente”, il primo utente a prendere la parola nel forum di discussione, prevede incidenti, a “Pericolo di morte” basta ripetere il proprio soprannome.
Per “Sole” «a piazzale Loreto c’è ancora posto» scrive facendo riferimento ad Agostino Ghiglia. «È lui, l’uomo politico che sta istigando i politici a far tabula rasa dei posti occupati torinesi - continua -. È lui uno di quelli che festeggiò per la morte di Edo e Sole». Segue un messaggio a Chiamparino. «Stai molto agitato - scrive “Dal tetto” -. Ciao “Caro” ci si becca». E alla città intera. «Se non ci saranno più i posti occupati non ci sarà più Torino». C’è anche chi solidarizza con Askatasuna. «Toccate Aska e creiamo il panico, quello vero. Ci dovete ammazzare per levarci di mezzo, maledetti!».

Un “Sognatore” aggiunge il testo di una ballata. «Torino che brucia. Le strade bloccate. Le banche bruciate. I supermercati presi d’assalto, svuotati senza pagare. Perché è tutto Bella Vita. La polizia che corre, corre, corre ma non ci prende. Non molliamo la guardia. Resistiamo agli sgomberi».

Enrico Romanetto

http://www.cronacaqui.it/news-i-centri-sociali-vanno-sgomberati--loro-mi...


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[Torino] State Agitati!! 19 dicembre Corteo Torino contro sgomberi e repressione
Indymedia Lombardia , 22-11-2009 - 18:15

tuttosquat.net/
www.infoaut.org/torino/
piemonte.indymedia.org/


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